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PROGETTO WEMED G8 PLUS
COMUNICATO STAMPA 25 Luglio
2001
Donne del Mediterraneo esprime tutta la sua solidarietà
ai genitori del giovane ragazzo deceduto a causa degli incidenti
avvenuti a Genova durante il G8.
Esprime considerazione e solidarietà nei confronti delle
forze dell’ordine, carabinieri e polizia di Stato, nei confronti
del Governo italiano e di quella frangia di opposizione
che non ha voluto strumentalizzare gli eventi drammatici
della città di Genova.
Si dissocia come ha sempre fatto da realtà e movimenti che
si definiscono “contro i G8”, perché il dialogo alla base
degli incontri di quei paesi, oltre a favorire i rapporti
interpersonali utili nella gestione delle conflittualità,
crea le migliori condizioni per lo sviluppo socioeconomico
soprattutto dei paesi poveri, in una logica di libero scambio
delle idee e delle merci.
Donne del Mediterraneo, in occasione del G8, ha voluto
dare il suo contributo per far sentire la voce delle donne
organizzando una giornata di lavoro a Roma il 18 luglio,
alla quale ha fatto seguito una conferenza stampa il 19
(in contemporanea con l’incontro dei Ministri degli Esteri
riuniti a Roma), il cui scopo è stato quello di elaborare
un documento da inviare ai Capi di Stato del G8 attraverso
una Commissione tecnico-politica di donne istituzionali
e della società civile.
Il documento nei singoli punti ha voluto focalizzare l’attenzione
sullo sviluppo socioeconomico dei territori quale obiettivo
per il raggiungimento di una migliore condizione di vita
delle donne.
Il Mediterraneo è al cuore dei problemi posti dagli enormi
divari tra Paesi ricchi e Paesi poveri e l’appartenenza
a questa regione del mondo fa delle donne del Mediterraneo
interlocutrici particolarmente attente rispetto alle opportunità
e ai rischi della globalizzazione.
Nella conferenza stampa coordinata da Anna TORRACO, Segretario
Generale dell’Associazione, è stata presentata la “Dichiarazione
di Roma Wemed G8 Plus”, elaborata dal Gruppo di lavoro
e rivolta ai Governi del G8 per invitarli a “realizzare
una globalizzazione fondata sulla solidarietà, i diritti
umani, l’equità”.
Questo significa “un cambiamento di mentalità che si traduca
in una diversa gestione del potere, nella condivisione dei
processi decisionali e in una democrazia paritaria tra uomo
e donna”.
Due in particolare sono le proposte che il Gruppo di lavoro
delle donne mediterranee rivolge ai Capi di Governo:
-
Impegnarsi
affinché siano valutati, accanto ai parametri di calcolo
del Prodotto Interno Lordo (PIL) di ciascun Paese, indicatori
sociali quali il rispetto dei diritti umani e delle pari
opportunità, la povertà, la criminalità, la prostituzione
femminile e minorile, la tratta degli esseri umani, la
trasparenza delle risorse pubbliche, la spesa destinata
agli armamenti e alla riconversione delle imprese che
producevano armi, le risorse per la formazione, la ricerca,
la sanità, la cultura, gli aiuti ai Paesi più poveri.
-
La seconda proposta riguarda l’introduzione di una “certificazione
etica” per le imprese che si insediano in un paese in
via di sviluppo e per gli organismi della cooperazione
internazionale, in sintonia con le richieste dell’OIL
(Organizzazione Internazionale per il Lavoro) e di alcune
ONG, con particolare riferimento al rispetto del principio
di non discriminazione e di tutela delle condizioni di
lavoro per donne ed uomini.
Il testo completo elaborato dalla Commissione, unitamente
a quello di base redatto da tecnici pluridisciplinari quale
spunto iniziale di discussione, è presente su Internet alla
nostra pagina web e sarà inviato in posta prioritaria su
specifica richiesta.
Fonte autorizzata a riferire:
Anna Torraco (Segretario Generale)
Donne del Mediterraneo - ONLUS Piazza della Vittoria 14/16
A 16121 Genova
Tel. 010 8353071 – Fax 010 8366850 info@donnedelmediterraneo.org
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