Genova, 1 Maggio 2006 –
L’Associazione internazionale Donne del Mediterraneo
– ONLUS ha in corso dal settembre 2004 un progetto
di solidarietà denominato “Un futuro per
Beslan” a favore della popolazione della cittadina
dell’Ossezia del Nord colpita tragicamente dall’attacco
terroristico alla Scuola n. 1, realizzato in collaborazione
con la Croce Rossa Italiana e con il patrocinio dei Presidenti
del Senato e della Camera dei Deputati, nonché di
altri partners istituzionali e della società civile.
Nell’ambito del suddetto progetto, abbiamo coordinato
l’accoglienza in Italia di uno degli ex-ostaggi della
Scuola, il sedicenne Vadim Tomaev, che
necessitava di cure mediche specialistiche a seguito dei
tragici fatti di quei giorni: il ragazzino era stato sbalzato
fuori dalle vetrate della scuola a seguito delle esplosioni
delle bombe, riportando gravi lesioni all’apparato
uditivo nonché fratture e lesioni varie al setto
nasale, ai denti e alle gambe a causa delle schegge di bomba
che lo avevano colpito. I medici russi e tedeschi che le
avevano avuto in cura avevano ipotizzato la necessità
di un delicato intervento chirurgico all’apparato
uditivo.
Grazie alla preziosa collaborazione della Croce Rossa
Italiana (Comitato Regionale Emilia Romagna, con il Presidente
Dr. Renato Zurla, Comitato Provinciale di Piacenza, Presidente
Dr. Domenico Grassi, Sezione Femminile provinciale di Piacenza,
Ispettrice Maria Grazia Binaghi), all’accoglienza
dell’Amministrazione Comunale e Provinciale di Piacenza,
e alla grande disponibilità manifestata dal Prof.
Mario Sanna del “Gruppo Otologico” della Casa
di Cura Piacenza, il giovane Vadim è stato ospite
in Italia dal 17 al 23 aprile 2006 nella città di
Piacenza, accompagnato dalla madre Bela Tomaeva.
In quei giorni Vadim ha effettuato diversi esami medici
che hanno escluso fortunatamente la necessità dell’intervento
chirurgico e i sanitari che lo hanno esaminato hanno assicurato
che le condizioni fisiche del ragazzo miglioreranno ulteriormente
nel tempo.
Incredibilmente però, durante un’ulteriore
visita medica effettuata grazie alla cortesia del Dr. Paolo
Mochi, del reparto di Otorinolaringoiatra dell’Ospedale
Polichirurgico di Piacenza, è emerso che Vadim ha
ancora una scheggia di bomba conficcata nella guancia sinistra:
fatto che stranamente nessuno medico russo o tedesco aveva
diagnosticato in precedenza (dalla documentazione in nostro
possesso e a detta dello stesso Vadim), e che impediva il
corretto svolgimento degli esami TAC e risonanza magnetica
svolti presso l’Ospedale di Piacenza.
Un grande aiuto per realizzare l’accoglienza di
Vadim è stato dato dai tifosi della squadra di calcio
della Lazio, che avevano voluto adottare in maniera simbolica
il ragazzo, raccogliendo dei fondi per le spese mediche
necessarie (circa 5.200 Euro), in quanto nelle immagini
trasmesse dai telegiornali durante la liberazione della
Scuola si era visto un ragazzino ferito (riconosciuto in
seguito in Vadim) che scappava indossando una maglietta
della Lazio.
L’associazione Donne del Mediterraneo,
interpellata dal programma radiofonico laziale “Piazza
della Libertà”, si era resa disponibile a fare
da garante per la raccolta fondi e a coordinare l’accoglienza
in Italia di Vadim, per confermare l’affetto ed il
rapporto di grande amicizia nato con quella popolazione
ed il nostro Paese immediatamente dopo la grande tragedia
che li ha colpiti.
Per chi volesse continuare ad aiutare quella popolazione,
che ha ancora tanto bisogno di noi, è possibile versare
un contributo (detraibile fiscalmente dalla propria dichiarazione
dei redditi) sui conti correnti dedicati al progetto:
- c/c postale numero 14229165
intestato a Donne del Mediterraneo – ONLUS, Piazza
della Vittoria 14/16 A - 16121 Genova;
- c/c bancario numero 10000
intestato a Donne del Mediterraneo - ONLUS Progetto "Un
futuro per Beslan", Piazza della Vittoria 14/16 A -
16121 Genova
presso la Banca Nazionale del Lavoro, Sede di Genova, ABI
01005 CAB 01400 CIN I.