CONFERENZA INTERNAZIONALE WEMED 2001
COMUNICATO STAMPA 25 Ottobre 2000
L'Organismo internazionale Donne del Mediterraneo è nato per
volontà di diversi enti istituzionali, accademici e culturali,
nazionali, internazionali e dei paesi Mediterranei a seguito
di un protocollo d'intesa, con il preciso intento di costituire
una rete di raccordo fra tutte le associazioni femminili presenti
sul territorio.
Il suo scopo sociale è quello di creare un network internazionale
per dare un contributo allo sviluppo socioeconomico del territorio
euromediterraneo e al turismo sostenibile, sensibilizzando i
decisori pubblici e privati in particolare su problematiche
che riguardano le donne. Le finalità sono quelle di favorire
e promuovere l'interscambio d'informazioni, esperienze e idee
progettuali mirate a sviluppare la cooperazione internazionale.
Nel quadro delle iniziative programmate, la nostra Presidente,
la Ministra tunisina per la Donna e la Famiglia Mme Néziha Zarrouk,
che è stata recentemente eletta all'unanimità per il triennio
2000-2002, ha incontrato per la prima volta a Roma il 9 ottobre
2000 il Consiglio Direttivo del nostro Organismo e per l'occasione
ha annunciato alla stampa la nostra intenzionalità ad organizzare
il convegno mondiale femminile denominato "WEMED - NISSAMED
2001" nella città di Tunisi dal 22 al 24 marzo 2001.
La fase preparatoria è in corso di delineazione e i dettagli
sono stati concordati nell'incontro tecnico svoltosi dal 2 al
5 ottobre scorso nella città di Tunisi, con la partecipazione
del Segretario Generale del nostro Organismo, la Dr.ssa Anna
Torraco, del CREDIF (Centro di Ricerca, di Studi, di Documentazione
e d'Informazione della Donna) presso il Ministero tunisino degli
Affari per la donna e della famiglia), di consulenti tecnici
dei Ministeri competenti, di un rappresentante della Parilli
& Torraco - Associated Consultants e del Segretario Generale
di INTA (International Network for Urban Development).
Perché un'altra conferenza:
Si sta diffondendo la constatazione che, malgrado gli incontri
e le conferenze internazionali, malgrado le raccomandazioni
emerse alla conferenza di Pechino alle quali sono seguite quelle
di New York, le cose procedono molto lentamente per le donne,
soprattutto per quelle dei paesi del Sud del mondo: crescono
le resistenze e le reticenze e sono stati messi nuovamente in
discussione punti-chiave per le donne.
"WEMED 2001" vuole essere un passo avanti verso la concretizzazione
degli accordi presi precedentemente, al fine di rendere la donna
attrice responsabile e pienamente partecipe dello sviluppo e
della solidarietà nel mondo.
Quale lo scopo:
Le donne dei Paesi del Mediterraneo vogliono farsi promotrici
di un incontro internazionale con le rappresentanti di tutti
i paesi del mondo, per cercare insieme di mettere a punto dei
meccanismi operativi che permettano ai paesi del Sud di dialogare
e collaborare in partenariato con i paesi del Nord sui problemi
comuni e fondamentali delle donne, focalizzando l'attenzione
sulle disuguaglianze nel mondo, sulla solidarietà sociale e
sulla povertà che unisce le donne nella volontà di superarla.
L'obiettivo (e la novità) di questa conferenza è di elaborare
un documento conclusivo da presentare ai Capi di Stato e ai
Governi dei paesi partecipanti al G8, che si svolgerà a Genova
nel giugno 2001, per sollecitare il loro interesse ad accelerare
l'impegno e l'applicazione delle raccomandazioni e delle risoluzioni
presentate dalle donne di tutto il mondo.
Donne del Mediterraneo e CREDIF invitano le donne impegnate
nelle istituzioni, nella politica, nella vita economica, culturale
e sociale a riunirsi per elaborare delle proposte operative
su 6 assi d'azione ritenuti prioritari:
1) Le donne e il controllo degli strumenti economici dello sviluppo
2) Le pari opportunità
3) Donne negli spazi decisionali
4) L'immagine della donna nell'economia mondiale
5) Precarietà e marginalizzazione delle donne nella nuova economia
mondiale 6) Povertà e solidarietà
Chiediamo ai Paesi del G8 di dare uno spazio all'interno dell'incontro
di giugno 2001 ad una donna che avrà mandato di rappresentare
tutte le donne del mondo, per portare il documento conclusivo
e le istanze che emergeranno dalla conferenza mondiale di Tunisi.
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Alla conferenza stampa del 9 ottobre è intervenuta la Ministra
tunisina Néziha Zarrouk nostra Presidente, tutto il Consiglio
Direttivo al completo, rappresentanti diplomatici dei paesi
del Mediterraneo, personaggi di spicco del mondo politico italiano
e giornalisti (purtroppo non erano presenti le televisioni come
ci avevano assicurato causa sciopero). E' seguito un rinfresco
offerto dall'Ambasciata tunisina presso la residenza ufficiale.
Il Consiglio Direttivo ha concordato con la Ministra Presidente
la posizione politica da assumere e le scelte strategiche da
intraprendere riguardo all'applicazione dei diritti umani, la
riforma del diritto di famiglia a tutela delle donne con particolare
attenzione ai paesi del Mediterraneo, e la pena di morte.
Il nostro Organismo si attiverà per dare concretezza ad un progetto
denominato "Progetto Ungari", (dal nome del nostro socio fondatore
Prof. Paolo Ungari, Presidente della Commissione diritti umani
presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, prematuramente
scomparso) che è in fase di elaborazione e che avrà come obiettivo
la riforma del diritto di famiglia nei paesi arabi, attraverso
la messa in rete di esperienze e competenze di partners dei
paesi del Mediterraneo. L'Associazione delle donne magistrato
italiane ha manifestato un forte interesse all'iniziativa, oltre
all'Università Luiss, nostra referente da sempre.
Tutte le altre informazioni riguardanti il nostro sodalizio
potranno essere desunte dal nostro sito Internet.